GINA MARTEGIANI di PIETRO SERRANI

Notizie storiche, foto di Montorio al Vomano, informazioni, curiosità, cognomi, itinerari, ...

GINA MARTEGIANI di PIETRO SERRANI

Messaggiodi maxnall il 1 marzo 2010, 21:53

GINA MARTEGIANI di PIETRO SERRANI

E’ singolare la vicenda letteraria di Gina Martegiani, saggista e studiosa montoriese che, come ha sottolineato il prof. Franco Zenobi di Teramo, è ricordata in moltissimi manuali e testi critici di letteratura italiana, ma nella pubblicistica locale è completamente inesistente.
Gina Martegiani, all’anagrafe Giacinta Teresa Carlotta Martegiani, nacque a Montorio al Vomano (TE) il 22 gennaio 1886 da Filippo, futuro sindaco di Montorio e consigliere provinciale, e da Giustina Pacini. Prima di nove figli (seguirono: Carlo, Ermanno, Amelia, Riccardo, Giannina, Ugo, Italo e Goffredo) Gina vide la luce «… nella casa posta in via Camponisio Carrafa…», ovvero via Camponeschi-Carafa, l’odierna via Donato Di Giammarco. Per essere più precisi diremo che la casa in questione è il palazzo marchesale, con l’annessa farmacia, un tempo di proprietà della famiglia Martegiani. Fu battezzata nella collegiata di S. Rocco dal prozio don Fabio Pacini, all’epoca arciprete di Montorio.
Giovanissima soggiornò a lungo a Firenze, dove studiò presso l’Istituto di Magistero femminile e dove, a soli ventidue anni, pubblicò la sua opera più famosa: Il Romanticismo Italiano non esiste – Saggio di letteratura comparata edito dalla successori B. Seeber di Firenze nel 1908. «Si è parlato» - scrive nella prefazione - «e si parla tuttora di un Romanticismo italiano, ma cos’ha di romantico ciò che ha preso quel nome? Esaminando cos’è stato, nella sua essenza, il Romanticismo straniero e specialmente il tedesco, che è l’autentico e a cui l’Italia volle far eco, mi propongo di mostrare che il Romanticismo italiano non è esistito perché i caratteri di quel movimento letterario a cui fu dato tal nome sono addirittura “antiromantici”». Il libro fu accolto positivamente dalla critica dell’epoca, fu recensito più volte, perfino da Benedetto Croce che, ne La Critica – Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia (Bari, 1909, pp. 139-141), affermò: «Questo libro, rivela nell’autrice la rara attitudine a cogliere, sotto le somiglianze apparenti, le profonde diversità degli stati d’animo, e la non meno rara virtù artistica di esporre i caratteri ritrovati per analisi, in tal modo, da farli intendere e, insieme, sentire (…) è il solo, a me noto, che si sollevi sul comune livello delle tante tesi, scritte da donne italiane, laureate dalle facoltà di lettere o diplomate dagli Istituti di Magistero…».
Nel 1911, per la Cultura dell’anima, collezione di libretti filosofici diretta da Giovanni Papini, Gina Martegiani tradusse alcuni frammenti di Hyperion, opere del poeta tedesco Friedrich Hölderlin, e raccolse gli Scritti varii di Giovita Scalvini. I due volumi furono pubblicati da noto editore lancianese Rocco Carabba.
Scrisse poi per varie riviste, quali la Rivista bibliografica di Faenza, L’Abruzzo Letterario – Quindicinale di lettere, arti e scienze popolari, pubblicato a Loreto Aprutino, e Terra Vergine – Quindicinale abruzzese di pensiero e di studio. Quest’ultimo è stato il primo giornale, a noi noto, di Montorio al Vomano: pubblicato solo dal 1926 al 1927 fu diretto dal fratello di Gina, Goffredo Martegiani, e raccolse le firme di illustri abruzzesi, fra cui Eugenio Cerulli, Alberto Scarselli, Luigi Illuminati, Vincenzo Bindi, Luigi Brigiotti, Carlo D’Aloisio da Vasto e il giovanissimo Quirino Celli, cugino dei Martegiani.
Certamente la saggista montoriese ebbe a collaborare con numerosi altri periodici che andrebbero ricercati nella Biblioteca Nazionale centrale di Firenze o in quella Nazionale di Roma, i due centri dove maggiormente operò.
Il 30 dicembre 1916, a Montorio, Gina Martegiani sposò Vincenzo Cornacchia, nobile originario di Colonnella, del quale rimase vedova solo alcuni anni dopo. Dal matrimonio nacque il figlio Mario.
Quasi novantacinquenne la Martegiani di spense a Roma il 3 gennaio 1981; appena un anno dopo fu la volta del figlio al quale era morbosamente attaccata.

PIETRO SERRANI

Tratto da: In Comune – Periodico di Informazione del Comune di Montorio al Vomano di marzo 1999, anno IV, n° 1, pag. 14.
maxnall
Amministratore
 
Messaggi: 502
Iscritto il: 12 dicembre 2008, 9:44
Località: Montorio Al Vomano

Torna a Tutto sul comune di Montorio al Vomano.

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron